Ressort: Extremismus und Hasgruppen
Più di 13.000 persone si sono rivolte nel 2025 all'Ufficio federale contro la discriminazione – un numero mai raggiunto prima. La responsabile Ferda Ataman avverte di un consolidamento degli atteggiamenti razzisti e accusa il governo federale di ritardare le riforme necessarie.
L'Ufficio federale contro la discriminazione ha presentato oggi il suo rapporto annuale – e i numeri sono allarmanti. Zeit Online riporta che nel 2025 più di 13.000 persone si sono rivolte al servizio di consulenza per presunta discriminazione. Si tratta di un nuovo valore record. In quasi la metà di tutti i casi il razzismo era al centro dei reclami.
La responsabile per la lotta alla discriminazione Ferda Ataman ne trae una conclusione cupa: gli atteggiamenti razzisti stanno consolidandosi nella società, secondo il Tagesspiegel ha dichiarato durante la presentazione del rapporto. I gruppi più colpiti sono quelli che strutturalmente subiscono più frequentemente discriminazione – tra cui Sinti e Rom, contro i quali è diretta una parte considerevole degli incidenti motivati da razzismo.
Oltre all'aumento record dei casi, Ataman rivolge critiche aspre al governo federale. taz scrive che la responsabile accusa il governo di sottrarsi a miglioramenti concreti nel diritto antidiscriminazione. Definisce i passi di riforma finora compiuti come troppo modesti – data la dimensione del problema, non sono affatto sufficienti.
In concreto, Ataman chiede tra l'altro un rafforzamento della Legge generale sulla parità di trattamento (AGG), che finora offre ai colpiti solo possibilità di ricorso limitate. ZDF riporta che l'ufficio di consulenza da anni segnala lacune strutturali nella tutela legale, senza che la politica abbia finora reagito in modo sostanziale. Molti colpiti non riescono a far valere effettivamente i loro diritti – anche quando la discriminazione sia chiaramente documentata.
Secondo Ataman, il numero record di segnalazioni riflette non solo un aumento della discriminazione subita, ma anche una crescente consapevolezza: più persone conoscono i loro diritti e cercano attivamente supporto. Questo però non cambia il fatto che il quadro sociale e legale non stia al passo con questo sviluppo.
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