Ressort: Relazioni internazionali
Il governo slovacco rende il suo riconoscimento del Kosovo subordinato a un accordo tra Serbia e Pristina. Questo segnala una nuova condizione nei negoziati bloccati nei Balcani.
La Slovacchia ha ridefinito la sua posizione sulla questione del Kosovo, dichiarando che il riconoscimento del paese avverrà solo se Serbia e Pristina raggiungono un accordo. SME riporta questo annuncio, fatto a Bratislava all'inizio di questa settimana.
Con ciò, la Slovacchia si riposiziona in un processo diplomatico delicato. Finora il paese era tra gli stati europei che non riconoscevano il Kosovo – una posizione che condivideva con la Serbia. La nuova condizione rappresenta tuttavia un cambio di rotta: Bratislava segnala che, sotto determinate condizioni, è disposta ad abbandonare la sua posizione di blocco.
La condizione è strategicamente significativa perché aumenta la pressione su entrambi i lati. La Serbia dovrebbe impegnarsi nei negoziati con Pristina per ottenere il sostegno slovacco – oppure rischiare che altri paesi dell'UE assumano posizioni simili. Allo stesso tempo, la Slovacchia segnala anche all'UE di essere interessata a una soluzione del conflitto del Kosovo, anche se ciò significa riconsiderare la sua linea precedente.
I negoziati tra Serbia e Kosovo sono bloccati da anni. Una svolta avrebbe implicazioni considerevoli non solo per la Slovacchia, ma per l'intera regione. HN documenta le reazioni regionali a questo annuncio da Bratislava.
Il governo slovacco sotto il primo ministro Robert Fico si era finora allineato strettamente alla posizione serba. La nuova formulazione potrebbe quindi essere interpretata anche come un tentativo di creare più margine di manovra nei confronti di Bruxelles, senza offendere completamente la Serbia. iDNES.cz analizza le implicazioni geopolitiche di questo cambio di rotta per il gruppo di Visegrád e la politica UE-Balcani.
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