Tre giorni dopo le proteste di massa ad Ankara, la pressione sul CHP si intensifica ulteriormente: le forze di sicurezza hanno arrestato più di 50 persone in un comune amministrato dal partito – tra cui il sindaco. Nel contempo, gli eventi paralleli di Özel e Kılıçdaroğlu mostrano quanto profonda rimane la spaccatura del partito.
La lotta per il potere all'interno del CHP assume una nuova dimensione. Mentre il capo del partito deposto dal tribunale Özgür Özel e il suo rivale Kemal Kılıçdaroğlu sabato hanno mobilitato i loro sostenitori in eventi separati, le forze di sicurezza hanno agito nella Turchia occidentale: durante una retata in un'amministrazione comunale amministrata dal CHP sono state arrestate più di 50 persone, tra cui il sindaco, come riporta Deutschlandfunk.
L'atmosfera sul posto è tesa. I sostenitori di entrambi gli schieramenti riferiscono di frustrazione e incertezza – alcuni parlano apertamente di voler lasciare il paese qualora il partito dovesse definitivamente dissolversi, come descrive SRF. Özel e Kılıçdaroğlu continuano a non parlarsi, ma a rivolgersi alle rispettive basi.
I critici vedono nella retata un segnale politico. La Neue Zürcher Zeitung analizza come il presidente Erdoğan sia riuscito a creare una spaccatura nel più grande partito di opposizione – e come la magistratura serva come strumento. Il passo contro l'amministrazione comunale segue uno schema: già la deposizione giudiziaria di Özel e la reintegrazione di Kılıçdaroğlu come presidente ad interim avevano suscitato critiche internazionali.
Il sostegno internazionale al CHP rimane invece assente. Gli stati europei osservano gli sviluppi, ma non intervengono – un silenzio che nell'opposizione turca viene sempre più percepito come corresponsabilità, come sottolinea Handelsblatt. Eppure, secondo gli osservatori, è in gioco più di una semplice disputa interna: il CHP è l'unica forza che potrebbe sfidare seriamente Erdoğan nelle elezioni nazionali.
L'evento doppio di sabato non ha colmato la spaccatura, ma l'ha resa visibile. Finché entrambi gli schieramenti puntano sulla confrontazione e lo stato aumenta la pressione dall'esterno, cresce il rischio che il partito non possa più svolgere strutturalmente il suo ruolo di opposizione.
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