Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha adottato sabato un tono più moderato nei confronti della Cina, sottolineando che Washington è interessata alla stabilità nella regione dell'Indo-Pacifico. Ciò contrasta con la politica commerciale finora confrontazionale di Trump.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha segnalato un corso decisamente più conciliante nei confronti della Cina. Il capo del Pentagono ha dichiarato sabato che gli USA rimangono impegnati nella protezione della regione dell'Indo-Pacifico, ma intendono mantenere un equilibrio di forze accettabile per tutte le parti. Ciò segna uno spostamento nella retorica dell'amministrazione Trump, che finora si era presentata con dazi aggressivi e minacce di guerra commerciale contro Pechino.
La dichiarazione di Hegseth segue l'annuncio di Trump di un nuovo consiglio commerciale che dovrebbe condurre negoziati con la Cina – un segnale di possibili colloqui di distensione. Tuttavia, rimane poco chiaro fino a che punto gli USA saranno disposti a fare concessioni, in particolare su questioni di controllo tecnologico e sicurezza di Taiwan.
Parallelamente a questa diplomazia nel Pacifico, tuttavia, emergono crepe nella politica di sicurezza statunitense altrove: il fianco orientale della NATO cresce in preoccupazione per l'annuncio di Trump di un ritiro parziale delle truppe dall'Europa. Diversi alleati europei temono che una distensione con la Cina non debba avvenire a scapito della loro stessa sicurezza. Il primo ministro ceco Andrej Babiš sostiene che Praga, come governo amichevole con Trump, potrebbe trarre vantaggio da posizioni negoziali migliori, anche se la Repubblica Ceca non aumenterà le sue spese di armamento della NATO al due percento del PIL.
I segnali contrastanti indicano che l'amministrazione Trump sta cercando di gestire contemporaneamente più fronti: il dialogo con la Cina nel Pacifico, mentre allo stesso tempo deve rassicurare gli alleati europei che temono per la loro sicurezza.
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